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Compounding della plastica: è davvero una soluzione conveniente per tutti gli impianti di produzione? Una guida

E' la trasformazione delle materie plastiche “di scarto” in granuli o pellet riutilizzabili

Il compounding della plastica, ossia la trasformazione delle materie plastiche “di scarto” in granuli o pellet riutilizzabili, conviene davvero e, se sì, perché? Il dubbio è lecito soprattutto se il proprio impianto e le proprie attività industriali producono ogni mese tonnellate e tonnellate di scarti di lavorazione da smaltire correttamente. Rispondere non è semplice come si potrebbe immaginare e richiede di prendere in considerazione diversi fattori.

Quando e perché optare per il compounding (e far installare una linea di estrusori per la plastica)

In alcuni settori e per alcune aziende, per esempio, far installare una linea di estrusori – i macchinari necessari per trasformare la plastica in granuli, pellet o tubi e profili riutilizzabili – è di fatto l’unica scelta sostenibile nel lungo periodo. Maggiore è il volume di produzione e maggiore è la quantità di scarti plastici che ne deriva e più costoso può risultare occuparsi del loro corretto smaltimento.

Avere “in casa” dei macchinari che danno una seconda vita agli scarti e li trasformano in materie prime per altri cicli produttivi può essere, al contrario, un buon modo per risparmiare sia che si continui a utilizzare le materie prime in proprio e per la propria linea di prodotti in plastica riciclata, per esempio, e sia che le si rivenda ad altre aziende (dal mondo medico, e non solo, viene oggi una forte domanda di plastica estrusa e riutilizzabile). Il compounding della plastica è, insomma, una soluzione ideale soprattutto se si è già dato al proprio business un’impronta di circolarità o si hanno all’attivo collaborazioni con aziende partner, a monte o a valle della propria stessa filiera o di filiere completamente diverse, per il “reshaping” delle materie prime.

Sul sito web ufficiale di Bausano, azienda leader nella produzione di linee di estrusione per la lavorazione della plastica, però, non è difficile trovare soluzioni personalizzabili e adatte alle più diverse esigenze che, di fatto, rendono il recupero dei materiali plastici di scarto conveniente – o per lo meno accessibile e non eccessivamente dispendioso – anche alle aziende più piccole o con volumi di produzione ridotta.

Al risparmio nell’approvvigionamento di materie prime a cui si è accennato, del resto, l’installazione degli estrusori per materie plastiche aggiunge ulteriori possibilità di risparmio. Nell’ambito della cosiddetta transizione ecologica si possono ottenere bonus e agevolazioni di diverso tipo per ogni intervento mirato a migliorare la conduzione dell’azienda da un punto di vista “green”.

Queste agevolazioni consentono di fatto di recuperare immediatamente l’investimento effettuato su impianti e macchinari. Ancora, le ditte fornitrici sono in grado di proporre soprattutto ai clienti nuovi e “neofiti” dell’argomento soluzioni scalabili che prevedono, oltre all’acquisto dei macchinari per il compounding della plastica, la possibilità di noleggiarli.

Queste soluzioni permettono di risparmiare, certo, ma assicurano soprattutto di essere seguiti passo passo da veri esperti della materia e, se si sarà rimasti convinti o entusiasti dei risultati ottenuti, di sostituire gli estrusori con modelli più moderni o più performanti in ogni momento in cui lo si desideri. Nell’ipotesi contraria, è possibile interrompere il noleggio quando ci si accorga – e difficilmente sarà così – che il recupero della plastica di scarto non convenga alla propria azienda.

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