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Come si apre una partita Iva: scopri come diventare libero professionista

La nostra guida completa ti fornirà gli elementi da considerare per aprire una partita Iva.

E’ spesso difficile riuscire a trovare un posto fisso da dipendente con busta paga; per questo molte persone si decidono di mettersi in proprio. Prima di procedere con ogni attività però è bene capire e soprattutto sapere come si apre una partita Iva. Alcuni si chiedono quanto costi, altri vorrebbero sapere che tipo di spese dovranno essere sostenute. Insomma, per capire se ti conviene o no aprire la P.Iva ti consigliamo di leggere la nostra guida e toglierti tutti i dubbi del caso.

Chi può aprire una partita IVA?

Ci rivolgiamo a titolari di aziende, ma anche professionisti autonomi, che potranno avviare questa procedura che è molto semplice e gratuita. Bisogna comunicare direttamente all’Agenzia delle Entrate l’intenzione di avviare la propria attività, entro un mese dal primo giorno. Con l’aiuto del tuo commercialista potrai andare a realizzare la dichiarazione con:

  1. modello AA9/7 nel caso in cui si parli di una ditta individuale o un lavoratore autonomo;
  2. AA7/7 nel caso in cui si tratti di una società.

Potrai trovare i due modelli direttamente sul sito dell’Agenzia. A quel punto potrai decidere di presentare domanda recandoti presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, con documento d’identità. In alternativa puoi anche inviare la documentazione con raccomandata con ricevuta di ritorno o per via telematica. In quest’ultimo caso serve un software che si scarica sempre dal sito. Sarà poi importate scegliere il codice ATECO, che rappresenta la tua specifica attività, e il regime, che può essere forfettario o ordinario.

A quel punto, riceverai un numero di partita IVA, composto da 11 cifre: 7 indicano il contribuente, 3 identificano il Codice dell’Ufficio delle Entrate e 1 di controllo. L’ultimo step è andare all’INPS, per aprire la tua posizione previdenziale. Nel caso di un’impresa individuale, bisognerà anche effettuare l’iscrizione alla Camera di Commercio e comunicare l’inizio attività al Comune.

Regime ordinario o forfettario: quante sono le spese?

Se non costa nulla aprire la Partita Iva, vi saranno però delle spese durante gli anni, i cosiddetti costi di mantenimento. Vediamo la differenza che intercorre tra chi appartiene a un regime ordinario e chi ha un regime forfettario.

  • Regime di Contabilità ordinaria: parliamo di professionisti che guadagnano bene, poiché dovranno affrontare le spese di gestione di peso imponente. Si considerano gli 80-100 € annuali per ha dovuto iscrivere l’attività alla Camera di Commercio. Aggiungiamo il compenso per il commercialista (1.000 euro l’anno circa), e i contributi INPS. Infine è previsto il pagamento di Irpef e Irap, che si calcolano sul reddito e sul valore prodotto.
  • Forfettario dei minimi: si tratta di un regime agevolato che permette di avere l’esenzione dall’IVA, oltre alla tassazione e aliquote più ridotte. Non è possibile andare a dedurre la maggior parte delle spese, e vi sono limiti sul fatturato massimo.

Capirai che, prima di aprire la Partita Iva, sarà meglio fare qualche calcolo pratico su quello che è il guadagno annuale. In media, se il guadagno annuale supera i 5mila euro è consigliabile procedere. Ma al di sotto di questa cifra è bene pensare bene al da farsi.

Ogni libero professionista ha obblighi fiscali che deve rispettare

Un titolare di partita IVA deve sempre rispettare una serie di obblighi. Partiamo dall’emissione della fattura, per servizi offerti, che deve presentare:

  • Una progressione numerale del documento;
  • Numero di Partita Iva e codice fiscale;
  • Informazioni sulla ditta, ragione Sociale e dati del cliente;
  • Il giorno di emissione;
  • Residenza e domicilio di cliente ed emittente;
  • Tipologia di servizio;
  • Si inseriscono poi, per il regime ordinario, i corrispettivi con aliquota IVA applicata e l’ammontare Iva distinta.

Si passa poi alla realizzazione di registri contabili che devono archiviare le fatture (ricavi e costi), le bolle doganali e i corrispettivi. Bisognerà inoltre effettuare: la dichiarazione annuale Iva con il Modello Unico; la liquidazione, dichiarazione e versamento periodico dell’Iva e le detrazioni per operazioni soggetto e non a imposta.

Capirai quindi che oltre i costi, è bene armarsi di buona gestione, poiché parliamo di un’attività che richiede costante controllo e buon archivio di impegni, guadagni e costi.

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